Manifestazioni

pietracupa_carnevaleIl Carnevale

Pietracupa saluta il “carnevale” con una singolare manifestazione. Viene eseguito un finto processo e una finta esecuzione al carnevale, rappresentato da un fantoccio che viene portato per le strade del paese da baldanzosi diavoli, mentre al seguito i genitori ne piangono la sorte.  I diavoli sono vestiti con sacchi di iuta e canapacci e recano tra le mani delle forche. Dopo il corteo, il fantoccio viene fissato dai diavoli ad un lungo filo metallico che collega la parte alta del paese a quella bassa, per essere gettato tra le fiamme sotto gli occhi dei genitori.

 

La Festa dell’uvaFesta dell'uvaLa festa dell’uva è la manifestazione che rappresenta momenti della raccolta e lavorazione delle uve prodotte nei filari dei vigneti pietracupesi, festa che si svolge alla fine di ottobre di ogni anno. Sfilata di maestosi carri allegorici, realizzati con minuziosa attenzione dagli abitanti del posto, vino a volontà e tante prelibatezze locali. Il tutto accompagnato da musica e balli.

 

 

criptaMessa domenicale antecedente il Natale
Questa tradizione, ormai decennale, è nata per caso dagli affettuosi rapporti familiari di Don Orlando con l’amico Enzo Ferro di Campobasso, inizialmente per uno scambio di auguri. Questi nel 1991 organizzò nella Cripta, una messa cantata, quasi gregoriana, con la partecipazione del maestro d’organo Antonio Colasurdo, titolare di conservatorio, concertista, organista della Cattedrale di Campobasso, la moglie Mena, insegnante di canto, gli zampognari Iezza Claudio e Aldo di San Polo Matese, che, oltre le note novene, eseguirono dei motivi composti proprio per la Grotta ed il Cristo della Grotta. Qualche volta ha partecipato anche il tenore Bruno Baldini. Alla funzione, fra le nenie degli zampognari, vennero accese, sugli scalini della chiesa madre, diverse ‘Ndocce e sui balconi, anche qualche cartoccio. Cerimonia che, ripetutasi ogni anno ha definito Pietracupa la Betlèmme del Molise.

 

I cartocci e le ‘ndocce
Nel tardo pomeriggio del 24 dicembre sulle finestre delle abitazioni del paese vengono accesi dei piccoli lumi a vento denominati Cartocci.  Per l’occasione vengono condotte in processione delle gigantesche torce chiamate “ ‘ndocce “ che assumono la forma di piramide di legno coronata da rami di alloro e di cipresso per renderla profumata.