Storia e Cultura

pietracupa_la_rocciaIl paese di Pietracupa sorse su una grande rupe, la Morgia. Nell’agro pietracupese tracce di insediamenti sanniti e poi romani, coprono diversi secoli a cavallo dell’era volgare.  Il paese nacque molto probabilmente intorno al VI sec. D.C. come insediamento di monaci nelle grotte della roccia, (Pietra-cupa vuol dire “Pietra scavata come le botti”) ma crebbe intorno all’anno 1000; intanto  fu costruito un castello mentre i monaci si erano trasferiti nella contrada di San Pietro in Formoso, dove nacque un’abbazia.
Primi feudatari conosciuti furono, nel 1150, i “figli di Atenulfo” Berardo, Guglielmo e Gustaiano, che dominavano più o meno ottanta famiglie di contadini. Nel 1268, Guglielmo, signore di Pietracupa fu mandato in esilio da Carlo d’Angiò, perché gli si era schierato contro ed il feudo passò ad Anselmo da Guardia, poi ad Ugone di Brancia, ed infine a Guglielmo d’Alemagna. Il 9 settembre 1349 un terremoto distrusse l’abbazia di San Pietro ed il signore di Pietracupa fece trasferire i monaci sotto il suo patronato nell’Abbazia di S. Alessandro;  nel 1360 faceva erigere una prima chiesa, intitolata San Gregorio, da Mastro Riccardo di Simone. Nel 1456, un altro terremoto distrusse sia S. Alessandro sia S. Gregorio e la chiesa fu spostata in una grotta della Morgia.  In quegli anni il paese fu sottratto alla signoria feudale ed incorporato ai beni della corona aragonese.
KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERANel 1476, mentre il castello, non più abitato, andava in rovina, il paese fu assegnato alla famiglia De Regina (a quel tempo risalgono quasi tutti ceppi familiari esistenti nel paese), che ricostruì nel 1560 la chiesa di San Gregorio. In quegli anni il paese aveva un assetto autonomo per le questioni interne (era, cioé, un’“Università”, termine che precedette quello di “Comune”), con la magistratura dei sindaci ed il parlamento dei capifamiglia, mentre era sottoposto al dominio feudale per i pesi fiscali, gli obblighi di lavoro e tutte le limitazioni del vassallaggio. L’Università fondò sulla Morgia un Pio Ospedale per il ricovero temporaneo dei viandanti, pellegrini e mendicanti per l’accoglienza degli orfani e dei trovatelli. Poco dopo, l’Università ed il Pio Ospedale decisero di costruire nella roccia un chiesa nuova, che fu intitolata a S. Antonio Abate.  Già attiva nel 1695, fu consacrata dal vescovo nel 1726. Tra la fine del 1700 ed il primo decennio del secolo seguente, il paese fu sottoposto a diverse scorrerie da parte dei briganti che si erano insediati nella Morgia di Pietravalle. Durante la II Guerra Mondiale, per un breve periodo, nel dicembre 1943 Pietracupa fu occupata dai Tedeschi e bombardata dagli Alleati, in seguito occupata da questi ultimi. Nel dopoguerra, il flusso dell’emigrazione riprese più imponente.  Nuclei di Pietracupesi esistono oggi negli USA ed a Roma, sempre in contatto con il paese di origine, mentre l’antico abitato si va spopolando sempre di più.

“Quelli della pietra cupa. Mille anni di una comunità molisana”  – di  Aurora DelmonacoEdizioni Athena 1989