Storia e Cultura

La Morgia si formò milioni di anni fa in fondo al mare, perciò è ricca,
infatti, di molti fossili marini.
Il nome “Pietra-cupa” è latino e significa “pietra bucata”: in epoca romana c’erano già molte grotte nella roccia.  Nel medioevo sulla cima furono costruiti un castello di cui ormai restano poche tracce,  poco lontano dalla Morgia la chiesa di San Gregorio Magno e, in campagna, l’abbazia di Sant’Alessandro.
Nel 1456 un altro terremoto distrusse chiesa e abbazia e la liturgia fu spostata in una grotta della Morgia  detta poi “chiesa vecchia” finché nel 1560 non fu ricostruita la chiesa di San Gregorio.  In quell’epoca il castello non era più abitato dai baroni, così gli antenati delle famiglie oggi esistenti,  costruirono case intorno alle mura abbandonate. Fu organizzato il governo del paese con il parlamento dei capifamiglia e fu fondato un ricovero per la povera gente.
La baronessa Lucrezia D’Eboli venuta ad abitare in un casale ai piedi della Morgia, vendendo il feudo al marchese Francone nel 1676, dichiarava che i vassalli, grazie alla buona aria del posto, vivevano fino a 80/90 anni.
Alla fine del secolo fu scavata nella roccia la chiesa di Sant’Antonio a cui facevano capo i Monti frumentari  dediti al prestito di sementi ai bisognosi, ma nonostante ciò una grande carestia uccise nel 1764 gran parte  della popolazione. Nel 1810 il re Murat pose fine al regime feudale e i pietracupesi costruirono la torre civica sulla Morgia ma il re Borbone, tornato sul trono nel 1815, restituì Pietracupa agli ex signori che però vendettero  tutto ai privati.
In questo periodo cominciò l’emigrazione dei contadini e dal 1840 con le rimesse degli emigranti furono costruite case nuove. La modernizzazione arrivò tardi: nel 1880 fu costruito il cimitero, e poi la strada Garibaldi che,  unendo Venafro a Trivento passa per Pietracupa; nel 1930 giunse l’elettricità pubblica, ma le case private rimanevano  al buio.La rete idrica fu realizzata solo nel 1954. Durante la Seconda guerra mondiale Pietracupa si trovò sulla linea  del fuoco fra tedeschi e alleati. Nel dopoguerra, ripresa l’emigrazione, nacquero forti nuclei di pietracupesi  a Roma, negli USA e in varie città del mondo.
Molti però ritornano spesso e gli abitanti, pochi di numero, conservano ancora l’antica vitalità.